Giorgina

“Kindness and Democracy” – International Campaign

In occasione della giornata mondiale della gentilezza, celebrata in tutto il mondo 13 Novembre, le Associazioni Mete Onlus e Protea Human Rights hanno lanciato la Campagna Socio-Culturale: “Kindness and Democracy. International Campaign of Civilization for the Protection and Defense of the Individual”, della quale è Advocacy Giorgia Butera.

La giornata nasce grazie al Japan Small Kindness Movement, fondato a Tokyo nel 1988. Nel 1996, proprio a Tokyo, un primo gruppo di organizzazioni si costituisce nel World Kindness Movement (Movimento mondiale per la Gentilezza).

La Campagna “Kindness and Democracy” nasce per riportare al centro dell’attenzione i valori democratici e liberali di ciascun individuo in seno alla comunità/società. Il mondo attuale è caratterizzato da fenomeni di violenza, di abusi, di conflitti armati e civili; l’umanità è stata sopraffatta da sentimenti impuri. Bisogna tornare ad essere umani, e soprattutto gentili. Ciascun individuo deve professare il giuramento della gentilezza verso se stessi, ma ancor di più verso gli altri”, affermano le due Presidenti.

La gentilezza rappresenta una qualità ed una caratteristica etica. E’ciò che promuove l’attenzione e il rispetto verso il prossimo, è la cortesia, la pazienza e la cura. Suggerisce l’ascolto dei bisogni degli altri, senza dimenticare i propri. È “urbanità”, intesa come modalità di comportamento che ci fa vivere in società, armonizzandoci con essa e contribuendo attivamente, senza manierismi.

Il 14 Febbraio 2019 avverrà la prima uscita pubblica, all’interno della scuola Convitto Nazionale “Giovanni Falcone” di Palermo. Sarà proiettato the campaign video realizzato da Yousif Latif Jaralla (regista e cantastorie iracheno). “Kindness and Democracy”, grazie al Convitto Nazionale entra a far parte del “Progetto Unesco Scuole”.

I primi di Marzo è stata calendarizzata la Conferenza di Presentazione al Senato della Repubblica; seguirà la presentazione al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite di Ginevra.

Il manifesto della Campagna Socio-Culturale: “Kindness and Democracy” è stato realizzato da Rosanna La Malfa (CEO Rainbowweb).

Le due Associazioni (presiedute rispettivamente da Giorgia Butera e Sara Baresi) sono da sempre impegnate nel tutelare e salvaguardare la dignità umana in ogni parte del Mondo, con una attenzione particolare nei confronti di chi soffre la condizione del disagio economico e sociale, dell’essere vittima dell’odio razziale e culturale. Osservano la disumanità in atto, e da questo sentimento di negazione si adoperano attraverso l’impegno sociale, culturale ed umanitario per attuare una programmazione di intensa attività. Promuovono cultura di pace, tutela dei diritti umani, rispetto della persona, senza porre alcuna distinzione di genere. Sostengono il diritto all’istruzione, e desiderano contribuire all’alfabetizzazione sociale nel mondo.

Giorgina

 

 

 

 

Vita

Mete Onlus è un Viaggio Incredibile

Per ogni persona aiutata e sostenuta, per ogni articolo scritto in difesa, o in opposizione, a tematiche urgenti ed importanti nel quotidiano di ciascuno di noi, oppure in ogni incontro tanto istituzionale, o meramente umano e concreto.

Mete è una realtà, un percorso identitario, che mette al centro l’importanza della difesa dell’applicazione del diritto in tutte le sue declinazioni. Diritti civili, diritti umani, diritti internazionali si intrecciano in questa Associazione con storie di vita concreta, occhi che raccontano vite, mani che accolgono, che consolano, talvolta proteggono. Dove la differenza è prezioso valore, dove l’umanità è possibile, dove costruire sinergie di interazione culturale è la soluzione alla chiusura verso l’altro.

 

In Foto: Giorgia Butera (Presidente Mete Onlus) e Anna Rita Donisi (Vicepresidente Mete Onlus)

Vita

 

 

IO

“Incontri sull’Educazione al Rispetto della Dignità Umana”

Il Progetto formativo si occupa di focalizzare i diversi aspetti delle dinamiche relazionali vissute all’interno della Comunità/Società, ponendo l’accento su Educazione al Rispetto della Dignità Umana, Educazione Sessuale, Educazione Sentimentale ed all’Affettività, Discriminazione, Accoglienza, Parola, Identità Digitale.

Stiamo vivendo un’epoca caratterizzata dalla negazione dei Diritti dell’Uomo. Si è perso, persino, l’uso della parola. Un tempo ci si amava attraverso le parole e si riusciva a comunicare, “dire” era come “fare” il giuramento della gentilezza. Ciò che sta venendo meno è l’educazione sentimentale, quel filo conduttore dell’anima che consente di vivere in uno stato di equilibrio verso gli altri, ma soprattutto verso se stessi. Dall’educazione sentimentale passiamo all’educazione sessuale. Il mondo attuale si è fracassato per aver perso ogni piacevolezza sessuale, nel nome della sessualità si fanno abusi, nel nome della sessualità si uccide. Dimenticando che condividere l’intimità dello stare insieme restituisce a ciascuno di noi la gratificazione emozionale; l’umanità si sta perdendo in reticoli privi di educazione e rispetto. E poi, l’Accoglienza. Noi evitiamo di accogliere l’Altro generalizzante, sol perché lo riteniamo essere diverso da Noi.

Il progetto ha l’obiettivo di diffondere la consapevolezza cheEducare è la scelta di costruire coerenza tra la coscienza e le azioni”, colmando il gap della dimensione dell’individuo centralizzato in se stesso, non considerando che la Dignità Umana è correlata all’esistenza altrui come massima espressione della libertà. Quanto più uno è chiuso nella sua soggettività naturale, abbandonato ai propri istinti o bloccato nei propri interessi, tanto più sarà distante dal proprio sé. Ulteriore obiettivo è restituire la dignità di genere, partendo da criteri di sostegno e tutela in relazione alla crescita naturale dei bambini.

Destinatari: Scuole, enti pubblici, Istituzioni, organizzazioni private, libere associazioni. Ed altro.

Target: Il target previsto è molto ampio, dai bambini (partendo dalla età di 8/9 anni) sino alla fascia generazionale adulta. Gli incontri possono realizzarsi all’interno delle scuole di ogni ordine e grado, partendo dalla IV elementare.

Gli incontri per la fascia generazionale adulta si manifestano in: seminari di studio, partecipazione a conferenze istituzionali; formazione agli insegnanti, educatori, operatori sociali; giornate aperte alla cittadinanza.

Nota: Gli Incontri sono aperti a chiunque. E’ importante avere la disponibilità all’ascolto ed al confronto dialettico e dialogico. Lo spirito di gruppo è alla base della coesione sociale. Gli incontri possono anche svolgersi individualmente.

Modalità Operative: Gli incontri educativi possono svolgersi in una unica giornata per la durata di 4 ore, o suddivisi in due giornate per la durata di due ore ciascuna. All’interno delle scuole è preferibile che gli incontri si svolgano in unico modulo durante la stessa giornata, per la durata di tre ore.

Strumenti e Supporti: Autobiografia narrativa, Audiovisivo, Ricerca Testuale, Narrazione per Immagini.

Risorse Umane: Gli Incontri Educativi sono ideati e condotti da Giorgia Butera

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Blog

Il Populismo Funzionale

Ibra (volontario Mete Onlus) può dimostrare agli stolti, che l’essere migrante non vuol dire “essere il nulla”, ma una persona, come chiunque altro al mondo. Di eguali diritti, doveri, e con la voglia di affermare se stessi.

Il tema della migrazione forzata ha capitalizzato l’opinione pubblica, il dibattito politico fonda il suo interesse verso questo item, e la società non perdona se si è accanto ad un migrante. L’insulto è presto fatto.

Attribuisco molta responsabilità alla politica attuale, hanno dato vita ad un populismo funzionale atto a confondere le menti.

Ciascuno può pensare ciò che crede, ritenere la migrazione forzata la colpa dei problemi in Italia, ma nessuno, può e deve, insultare/offendere chi ha deciso per competenza e generosità dedicarsi alla popolazione dell’Africa.

Anche io, da qualche tempo sono bersaglio di insulti a sfondo sessista, la volgarità di pensiero è  raccapricciante.

Io ho cuore, anima, cervello e dignità. Chi insulta (ancor di più) a sfondo sessista, No.

Blog

A Kurdish Syrian woman walks with her child past the ruins of the town of Kobane, also known as Ain al-Arab, on March 25, 2015. Islamic State (IS) fighters were driven out of Kobane on January 26 by Kurdish and allied forces. AFP PHOTO/YASIN AKGUL        (Photo credit should read YASIN AKGUL/AFP/Getty Images)

Spiegare la Guerra ai Bambini

Ma come si spiega la guerra ai bambini che sono davanti agli schermi? È giusto che vedano tanta violenza? Bambini che vedono altri bambini vittime di attacchi chimici, bambini rimasti orfani dopo i bombardamenti, bambini senza vita sotto le macerie, o che scappano senza scarpe o vestiti, od ancora quelli che imbracciano armi più grandi di loro? Se i bambini vedono immagini devastanti la prima cosa che fanno è pensare di non essere più al sicuro, sviluppando un profondo senso di angoscia. Per questo deve esserci sempre un messaggio di speranza, tranquillizzandoli. E non nascondiamo quello che proviamo noi, diciamo che abbiamo paura. Se mentiamo i bambini lo sentono, dichiarando le nostre emozioni legittimiamo anche le loro. Indubbiamente, evitarne la visione è la azione più giusta da attuarsi.

A Kurdish Syrian woman walks with her child past the ruins of the town of Kobane, also known as Ain al-Arab, on March 25, 2015. Islamic State (IS) fighters were driven out of Kobane on January 26 by Kurdish and allied forces. AFP PHOTO/YASIN AKGUL (Photo credit should read YASIN AKGUL/AFP/Getty Images)

(Photo credit should read YASIN AKGUL/AFP/Getty Images)

Whey

Figlia dell’Umanità più Nobile

Qualunque sia il proprio credo, non possiamo più permettere che persone muoiano per la speranza di vivere una vita migliore. Bambini siriani, bambini africani, bambini asiatici, e tanta altra umanità ancora. Le alte Istituzioni non possono più restare a guardare, nè chiudere i porti è la risoluzione alla migrazione forzata. Stretti da spirito di fratellanza, diciamo vergogna per la decisione presa dai signori razzisti al potere.

Whey

 

Stop

Appello: “Stop a Produzione e Commercializzazione Armi Giocattolo”

Mete Onlus, associazione umanitaria basata in Italia, e da me presieduta, rivolge un appello alla Comunità Internazionale: “Stop a produzione e commercializzazione armi giocattolo”. Non è ammissibile, che in un mondo devastato da conflitti, guerre civili ed attacchi terroristici, ai bambini siano regalate armi giocattolo. Che seppur, con la finalità del gioco, richiamano in modo netto “il buco nero” dell’universo. Chiediamo, pertanto, un intervento serio e concreto, acciocchè si interrompa la produzione e commercializzazione di simili oggetti.

Stop

GB-Ginevra

La mia Partecipazione alla 37eme Session du Conseil Droits de l’Homme delle Nazioni Unite (Ginevra)

In occasione della 37eme Session du Conseil Droits de l’Homme delle Nazioni Unite (Ginevra) svoltosi nel mese di Marzo 2018 mese a Ginevra, sono stata accreditata a partecipare ai lavori insieme alla collega attivista e militante dei diritti umani internazionali, Sara Baresi (Presidente Protea Human Rights).
Una sessione impegnativa, intensa, con l’incontro di persone interessanti, attive, significative nella tutela dei diritti umani e di colleghi, con i quali è sempre positivo rivedersi e scambiarsi idee e progetti. Abbiamo sottoposto le nostre opinioni, e trasmesso le nostre preoccupazioni per alcune violazioni che continuano sistematicamente e che colpiscono sempre i più fragili.
Tra i Focus primari, per noi, la condizione della popolazione che vive nei Campi di Tindouf in Algeria.
In occasione dell’incontro: “Refugees Human Rights Crisis”, Sara Baresi ha raccontato della sua esperienza professionale, sottolineando tutti i limiti burocratici che mettono in stand by la vita dei richiedenti asilo.
Afferma, la Baresi: “Convocazione in Commissione che tarda, che pone persone in attesa per due, addirittura in alcuni casi quasi tre anni, prima di ricevere quasi certamente il diniego. Ed intanto la vita è sospesa, tra frustrazioni, rabbia e recriminazioni, momenti di speranza alternata alla desolazione, tra l’insofferenza dei cittadini locali e degli stessi richiedenti asilo.
Progetti, attività, tutto si può fare a sostegno, è doveroso farlo al meglio e donare al massimo dignità e lavorare con tutto l’impegno, ma la risposta più importante è troppo tardiva, il riconoscimento o meno della protezione internazionale.
E non è una questione di territorio, di Regione, è a livello nazionale ed internazionale che bisogna affrontare seriamente questo tema”.

Per me, invece, ancora una volta la conferma del mio impegno a tutela dell’infanzia negata, e di chi è vittima di unioni forzate. Ho presentato un report testuale a Monsieur le Président du Conseil du Droits de l’Homme et Comité Sur le Droit de l’Enfant riguardante la comunità internazionale, da me presieduta, “Sono Bambina, Non Una Sposa”.
Ho posto l’attenzione su casi internazionali di giovanissime vittime di matrimoni precoci e forzati in luoghi, come: Yemen, Bangladesh, Afghanistan, Eritrea, Iraq, Iran e Somalia.
Ho espresso preoccupazione per le donne di Tindouf, in particolare il caso delle ragazze saharawi adottate da famiglie spagnole, le quali sono state trattenute in stato di costrizione al loro rientro nei Campi di Tindouf.
Infine, ho concluso ricordando l’impegno delle istituzioni della Città di Palermo a tutela delle spose bambine.
Ed ancora, abbiamo portato al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite il nostro Progetto a tutela dei diritti minorili nel mondo: “Stop Sexual Tourism”. Insieme alla Presidente Baresi, abbiamo ricordato come a livello internazionale, il turismo sessuale minorile non sia ancora considerato un crimine contro l’umanità. Per ora l’unica definizione di «sfruttamento sessuale e commerciale dei minori» è stata formulata durante il Primo Congresso Mondiale sul tema che si è svolto a Stoccolma nel 1996″.
Siamo rientrate con la speranza, e la volontà di proseguire il nostro impegno a tutela di chi vive la negazione della propria dignità umana.

* Giorgia Butera è Presidente Mete Onlus/Advocacy ed Esponente Fiori di Acciaio
GB Ginevra

Ginevra

Monsieur le Président du Conseil du Droit de l’Homme et Comité sur le Droit de l’Enfant

Monsieur  Le Président du Conseil du Droits de L’Homme et
Comité Sur le Droit de l’Enfant,
Je suis Giorgia Butera, sociologue de la communication, écrivaine, advocacy, militante de droit de l’homme, formatrice, je vais être nommé juge auxiliaire pour mineurs et pour la lutte contre la traite humaine.
Je suis Présidente de l’Association italienne “Mete Onlus” qui mène une campagne internationale : “Je suis une petite fille, pas une mariée “. La défense et protection des droits de l’homme et de la dignité humaine sont au centre de notre idéologie.
Notre message est simple et constructive. «Stop mariages précoces et forcés ». Le choix de se marier ou de vivre un rapport affective-sexuelle doit appartenir à la libre volonté “.
Nous ne pouvons accepter que, même aujourd’hui, il y ait des millions d’enfants et d’adolescents victimes de mariages précoces, forcés et objet du avortements sélectifs. Cela implique a tort le développement physique, psychologique et émotionnel de l’ individu.
Nous souhaitons contribuer à l’alphabétisation social et défendre le droit à l’éducation dans les régions vulnérables. Une fille instruite sera une femme libre et éclairée dans le temps.
Nous souhaitons de voir réaliser d’importants engagements internationaux pour transmettre l’éducation à l’affectivité comme un outil pour la protection des droits de l’homme.
Nous voulons plus avoir des cas de femmes qui souffre en silence  de mariages précoces et forcés dans tous les lieux du monde.
Je vous demande de soutenir notre engagement humanitaire international “Je suis une petite fille, pas une mariée“ à travers une contribution pour un travail de sensibilisation, de diffusion des connaissances et de mise en œuvre de bonnes pratiques contre cette humanité offensée par la conviction que le lien sentimental doit être lié à une contrainte.
«A l’occasion de la journée de haut niveau sur le thème des jeunes mariées organisée par l’ONU le 22 septembre 2014, nous avons manifeste notre volonté de promouvoir une campagne de sensibilisation, à promouvoir dans tous les contextes possibles, à partir du système scolaire.
Nous sommes convaincus que la connaissance généralisée et partagée de la condition des droits de l’homme déniés peut contribuer à une sensibilisation utile à un phénomène de changement “.
C’est ainsi que la campagne de sensibilisation a commencé (transformée, par la suite, dans la communauté internationale) à partir de la Sicile en 2014.
C’est un engagement humanitaire international avec une pleine reconnaissance nationale et internationale.
“Je suis une fille, pas une jeune mariée” qui est l’advocacy Giorgia Butera, officiellement publié le lundi 22 septembre, a été anticipé par le journal d’Onu Italia, le dimanche 21 septembre, en utilisant notre affiche avec les crédits associés pour présenter la journée au Palazzo di Vetro, le 22 septembre 2014.
Le Président du Sénat de la République Italienne, Pietro Grasso, a envoyé une lettre de Louange.
L’ex Président de la République, Giorgio Napolitano a envoyé une lettre de félicitations.
Citant les paroles du président Giorgio Napolitano. “Son travail et celui de ses amis vont dans la bonne direction pour porter ces questions à l’attention de l’opinion publique”.Les félicitations viennent de la Présidente de la Chambre des Députés, Madame Laura Boldrini.
Le Ministère des affaires étrangères et de la Coopération Internationale, Direction générale des affaires politiques et de sécurité, Office II (Droits de l’homme) a envoyé une lettre de remerciement.
Le consensus des médias est remarquable. La campagne est également arrivée à l’étranger.
La campagne s’est répandue rapidement sur le web, devenant virale.
Le Président de la République, Sergio Mattarella, a décerné la “Médaille de la valeur”.
Je suis une fille, pas une jeune mariée”  en septembre 2015, elle est devenue une communauté internationale.
Mete Onlus  travaille en partenariat avec  l’ONG “Girls Not Brides”.
Même en Italie, nous avons assisté de nombreux cas de très jeunes filles contraintes à des mariages précoces et forcés, en particulier dans ma ville, en fait, dans la Préfecture de Palerme a eu lieu il y a deux mois, l’Observatoire pour protéger les jeunes mariée.
Le phénomène est très répandu parce que nous l’avons forcé à émigrer, et nous accueillons des centaines de communautés étrangères qui, tout en s’intégrant, restent fidèles à leurs traditions culturelles.
Mais nous ne pouvons pas permettre aux filles et aux jeunes femmes d’être violées dans leur droit à l’existence.
Pour mon Pays, l’Italie, nous demandons donc que des programmes d’intervention éducatifs et socioculturels soient également mis en œuvre.
Nous voulons aussi mettre l’attention sur des cas internationaux de victimes de mariages précoces et forcés dans nombreux situations, comme :
Les petite filles en Yémen, en Bangladesh, en Afghanistan, en Érythrée, en Iraq, en Iran et en Somalie.
Je manifeste ma préoccupation aussi pour les femmes de Tindouf, en particulier pour  le cas des jeunes filles sahraouies adoptées par des familles espagnoles et qui ont été détenues dès leur retour dans les camps de Tindouf pour revoir leurs familles, ainsi que sur les cas de mariage précoce et forcée dans le camps, une violation flagrante des principes des droits de l’Homme et de la dignité humaine.
Enfin je suis très préoccupée pour les femmes  et le petite filles en Syrie, constringent  a toutes le formes de violences et abuses.

Merci, Monsieur Le Président

In Nome della Sessualità si Uccide

Il mondo attuale si è fracassato per aver perso ogni piacevolezza sessuale, in nome della sessualità si fanno abusi, in nome della sessualità si uccide, dimenticando che condividere l’intimità dello stare insieme restituisce a ciascuno di noi la gratificazione emozionale. L’umanità si sta perdendo in reticoli privi di educazione e rispetto. Ciò che vorrei è che nelle scuole si potesse parlare, strutturando delle ore prestabilite, di educazione sentimentale e sessuale.  In questo modo si riporterebbe ordine nell’animo umano.
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