Dal 2019, anno terribile essendomi ammalata di cancro, ho dato avvio ad una serie di azioni che riguardano il settore clinico-oncologico. È il dolore che si trasforma in amore, in aiuto verso l’altro generalizzante. Le cito in maniera analitica: attività di prevenzione, supporto socio-psicologico, accoglienza pazienti che ricevono la prima diagnosi, donazione turbanti, Welfare Culturale Umanitario ed Artistico.
Ritengo, altresì, importante sostenere i pazienti attraverso l’arte, e le emozioni che da essa si generano. Una carezza di straordinaria importanza. Azioni svolte, anche, in ambito internazionale insieme a Sara Baresi (Direttrice Generale OIDUR).
Un impegno, che si rinnova da diversi anni, e che ho deciso di istituzionalizzare.

