Dopo numerose pubblicazioni che hanno analizzato la società in dinamiche nazionali ed internazionali, affronto l’attacco alla vulnerabilità, di chi vive disagio emotivo fisico mentale di salute e viene colpito da cattiveria umana. Tra narrazione autobiografica ed analisi sociale.
È il racconto personale, di chi ha affrontato immani difficoltà legate alla salute, ma che non ha mai deciso di soccombere. Cancro e concussione midollare nell’arco di un decennio, avrebbero messo in difficoltà tante persone, io sono rimasta intatta: amo la vita e desidero viverla profondamente.
Con la consapevolezza di una emotività raccolta e sicura, ho deciso di percorrere ciò che ho vissuto durante la malattia oncologica, oltre la malattia stessa.
Sono stata come tutte le donne che scoprendosi ammalate si prendono cura di sé e della loro vita, ridefinendo il valore del tempo. Perché il tumore non è tabù. Quando scopri di avere un cancro, di fatto, ci si trova catapultate in una dimensione concreta. Affrontare la situazione non è tanto una scelta coraggiosa, ma l’unica possibile.
E si è aperto un nuovo mondo fatto di tenerezza, amore e verità verso me stessa, e con la sfrenata voglia di ballare.
L’uscita è prevista per il 4 febbraio 2026, in occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro, un’iniziativa globale promossa dall’UICC (Union for International Cancer Control) per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla malattia e promuovere azioni per la sua prevenzione e cura. L’obiettivo è ridurre l’impatto del cancro sulla società attraverso la consapevolezza, la prevenzione e la ricerca.
La prefazione è di Carolyn Smith. Postfazione a cura di Germana Zuffanti.
Editing: Donata Agnello per AD ASTRA Editore.
Attacco alla vulnerabilità è un diario di resistenza civile e personale, una mappa per orientarsi quando la paura prende spazio e le parole diventano armi. Giorgia Butera attraversa i territori fragili dell’esposizione pubblica, della violenza verbale e simbolica, dentro e fuori dai social, per restituire centralità al valore umano.
Il libro è insieme denuncia e presa di posizione: contro l’abuso degli sguardi, contro la normalizzazione dell’odio, contro ogni forma di sopraffazione che colpisce chi è percepito come vulnerabile. Ma è anche un gesto politico nel senso più alto del termine, perché richiama alla responsabilità individuale e collettiva, e invita a ripensare i legami sociali, la comunicazione, il rispetto.
Un saggio narrativo di forte attualità, che intercetta temi centrali del dibattito contemporaneo: violenza simbolica, linguaggio, diritti, responsabilità digitale, dignità umana. Ideale per lettori interessati a temi sociali, educativi e civili, per presentazioni pubbliche, incontri con l’autrice e percorsi di approfondimento su diritti umani e comunicazione.

