La Vita, Oltre il Cancro

 

Io ho sete di vita, ho fame di vita. Sin dal primo istante dopo aver ricevuto la diagnosi del cancro non ho mai rinunciato al lavoro, certamente non è stato semplice.

Non ho rinunciato alle mie Campagne, alle mie pubblicazioni, alla tutela della dignità umana altrui, ad intervenire in varie conferences.

Se mi avessero tolto questa speranza io non ce l’avrei fatta. La speranza è essa stessa vita.

Non si può proibire di vivere, ancor prima di essere morti per davvero. Se la Santelli ha avuto il via da parte dell’oncologo ha fatto benissimo a candidarsi. Ciascun paziente sa cosa può fare, ed in quale modo.

Trovo spaventoso aver parlato di una donna morta sovrapponendola ad una analisi politica di basso profilo. Lo stile è ciò che contraddistingue l’essere umano, ecco, possiamo tranquillamente affermare che certi individui non conoscono lo stile.

Per me è andata così: ad un certo punto mi sono trovata catapultata ad affrontare una brutta malattia, risultato raggiunto.

Si deve essere coraggiosi per forza, altrimenti soccombi.

Ma è il cammino che segue ad incidere fortemente nella propria qualità di vita.

Ospedale, esami, controlli, Tac, Pet, risonanze, mezzo di contrasto, marcatori tumorali, chemio, radio, follow-up, day-hospital, liquido radioattivo, specialisti, e tanto altro ancora.

Ecco, tutto questo è rientrato nella mia normalità.

Il cancro è una malattia terribile, sconfiggerlo è possibile, grazie anche alla prevenzione.

È determinante la capacità reattiva, la nostra forza mentale gioca un ruolo fondamentale in questo caos.

Un paziente oncologico, in modo naturale, troverà l’equilibrio per vivere in modo giusto la propria vita.

Io l’ho trovato, e sono felice.

 

Gio